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ITALIA, SCENARIO DA INCUBO: IL PIL CROLLA DEL 9,5%. MA GENTILONI HA LA SOLUZIONE: IL MES

Crollo del Pil, aumento del debito pubblico e del deficit nell’eurozona. Sono questi gli effetti della crisi economica scatenata dalla pandemia di coronavirus secondo le stime della Commissione europea

Nelle previsioni di primavera, Bruxelles stima che nel 2020 la crescita dell’area dell’euro crollerà del 7,7% mentre quella della Ue nel suo insieme del 7,4%. Il Paese più colpito dalla crisi scaturita dall’emergenza sanitaria è l’Italia, dove il Pil quest’anno – secondo le stime della Commissione – crollerà del 9,5%. Tra i grandi della Ue, seguono la Francia, con un calo dell’8,2%, e la Germania, dove il Pil scenderà del 6,5%. “Le stime di crescita dell’Ue e dell’eurozona – precisa il rapporto – sono state riviste al ribasso di 9 punti percentuali rispetto alle scorse Previsioni di autunno”.

Debito pubblico italiano al 158,9% del Pil
E se il Pil crolla, il debito pubblico cresce in tutti i Paesi dell’euro. Quello dell’Italia è previsto salire fino al 158,9% del Pil, quello della Francia al 116,5% e quello della Germania al 75,6%. L’economia italiana entrerà in una “profonda recessione”. Aumenta inevitabilmente anche il rapporto tra deficit e Pil, in Italia quest’anno salirà all’11,1% per scendere al 5,6% nel 2021, in Spagna sarà del 10,1% e calerà al 6,7%, in Francia del 9,9% e passerà al 4%. Il deficit della Germania, che nel 2019 aveva un surplus dell’1,4%, salirà al 7%, ma nel 2021 tornerà all’1,5% (entro i paletti del Patto di stabilità, attualmente sospeso per l’emergenza pandemia).

Gentiloni ripropone il Mes
Per il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni, “l’Europa sta sperimentando uno shock senza precedenti dalla Grande Depressione” e “tra i Paesi più grandi, l’Italia è stata colpita per prima e con più forza. Con le misure di contenimento che ora cominciano ad essere rimosse gradualmente, l’economia comincerà la ripresa dalla seconda metà del 2020. Ciononostante, si prevede che la ripresa italiana prenderà più tempo che negli altri Paesi“, ammette l’ex premier. E vista la situazione così grave, il commissario Ue coglie l’occasione per promuovere ancora una volta il Mes, il Meccanismo europeo di stabilità: è “un’opportunità” per i Paesi Ue, e “quelli con tassi d’interesse più alti possono essere più interessati di altri“. Certo, chiarisce Gentiloni, sta al governo italiano decidere: “In Italia c’è una discussione ma non sta alla Commissione dare un’opinione” (ma lui la dà, eccome), perché “come Commissione noi confermiamo solo l’eleggibilità che sarà comunicata all’Eurogruppo per tutti. Starà poi agli Stati decidere se usare la linea di credito o no”.
Si stringe la trappola contro l’Italia
Il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis precisa che “questa crisi riguarda tutti gli Stati membri, ma la ripresa varia a seconda della severità del contagio, della durata delle misure di contenimento e dello stato dell’economia“, quindi “le economie più forti sono in una posizione migliore per sostenere lavoratori, famiglie e imprese”. E l’Italia? Se andiamo a vedere le previsioni della Commissione, peggio di noi farà soltanto la Grecia (Pil a -9,7%). Quella stessa Grecia messa in ginocchio dalla Troika. Ebbene, il suggerimento di Gentiloni di accedere al Fondo salva Stati (che a dispetto del nome gli Stati li rovina) non è affatto casuale: la trappola si sta stringendo intorno all’Italia. Sì, perché al di là del gran parlare di grandi sforzi Ue per contrastare la crisi, sul piatto una delle poche opzioni è il Mes. Pertanto il governo giallofucsia potrebbe richiedere i soldi del Fondo, con un commissariamento dell’economia nazionale e il rischio, appunto, di fare la fine della Grecia.


Fonte: Adolfo Spezzaferro per Il Primato Nazionale

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