BUSINESS

WIRECARD, SPARITI 2 MILIARDI DI DOLLARI

Erano già svariati giorni che c’era il sentore che qualcosa non andasse all’interno dell’Istituto di moneta elettronica Wirecard, uno dei pochi ad essere autorizzato ad emettere carte prepagate all’interno dell’Unione europea

Per soddisfare l’iscrizione all’albo speciale degli enti denominati come Imel, infatti, sono necessari solidi requisiti e garanzie sul capitale, al punto che – a titolo di esempio – nel nostro Paese le società ad aver soddisfatto i requisiti sono soltanto 7 (delle quali una attualmente sospesa).
L’istituto tedesco, che opera grazie alla sua iscrizione nell’albo speciale tenuto dalla Bundesbank, è quotato in borsa dal 2006 e si è contraddistinto negli anni nel mercato delle carte prepagate nonché per la sua solidità. Tuttavia, qualcosa è cambiato lo scorso 18 giugno, quando in una sola giornata il titolo azionario ha perso il 70% del proprio valore, con tanto di dimissioni dello storico amministratore delegato, Markus Braun e di uno dei quattro membri del consiglio di amministrazione. Al suo posto e come riportato da IlSole24Ore, è stato nominato Ceo ad interim James Freis, incaricato di gestire il difficile momento societario.

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