MAFIA

MONDO DI MER*A

Così funziona la giustizia italiana: tornano liberi Buzzi e Gramazio, due imputati eccellenti del processo ”mondo di mezzo”, per decorrenza dei termini cautelari. Ma occhio: non è mai come sembra. Erano ai domiciliari, e più tempo ci passano, meno staranno in galera in caso di condanna. quindi per qualcuno di loro la riconquistata libertà potrebbe essere una cattiva notizia…

Per chi non lo sapesse, ecco come funziona la giustizia penale. Chi è indagato e viene arrestato, quando finisce in custodia cautelare in carcere, con molta probabilità a un certo punto verrà liberato perché non saranno più soddisfatte le esigenze cautelari: pericolo di fuga, di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove. A quel punto, l’indagato/imputato andrà agli arresti domiciliari, in attesa di sentenza definitiva che potrà arrivare anche dopo molti anni.

Se tutto ciò è odioso e inaccettabile nei casi in cui l’imputato è prosciolto o assolto, è invece una pacchia per chi è condannato: infatti gli anni ai domiciliari vengono ”scalati” dalla pena. Che nel caso di Buzzi e soci, sarà goduta in buona parte nella comodità di casa invece che in un’angusta prigione. Quindi per qualcuno di loro la scadenza dei termini della custodia cautelare (che per fortuna non può durare in eterno) può essere una sciagura: se riceveranno una pena più lunga di quanto già scontato ai domiciliari, gli toccherà andare in galera. Insomma, con la giustizia italiana non è mai quello che sembra…

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