BIODIVERSITÀ

Giù le mani dai baobab

Il presidente del Kenya Ruto denuncia centinaia di estirpazioni, che danneggiano ambiente e Uomo

Non si capisce se si siano ispirati al Piccolo Principe, che estirpava tutte le mattine i germogli di baobab per evitare che stritolassero il suo piccolo asteroide; forse i miliardari di tutto il mondo che ogni anno saccheggiano la savana come “biopirati”, trafugando preziosi arbusti, se non proprio piante adulte, di questa specie vitale per l’ecosistema, dovrebbero rendersi conto dell’immenso danno all’ecosistema (e che non si trovano sull’asteroide B-612). Ad esempio Georgy Gvasaliya, un ricco imprenditore della Georgia, ha sradicato almeno otto baobab keniani centenari per poi piantarli nei parchi di Tbilisi, adducendo come scusa che si trattasse di un “tentativo di salvare gli alberi” prima che venissero estirpati proprio dagli agricoltori locali, per fare posto a campi di mais. Le parole dell’imprenditore rilasciate al quotidiano Guardian, però. non convincono. Nasce anche da questo episodio infatti il tweet di William Ruto, presidente del Kenya, che si è fatto portavoce degli appelli degli ambientalisti locali contro lo sradicamento degli enormi alberi simbolo dell’Africa.

È purtroppo vero che spesso sulla costa keniana presso Malindi i baobab vengono estirpati per far posto a costruzioni e piantagioni, ma anche per essere venduti a ricchi stranieri ed essere trapiantati all’estero per impreziosire parchi e giardini privati. Secondo il quotidiano kenyano The Star per un baobab millenario bastano solo 3 mila euro, un’inezia rispetto al valore vero di quell’albero: secondo Gus Le Breton, capo di African Baobab Alliance, lo sradicamento dei baobab è un atto di «biopirateria». Infatti il baobab è vitale per l’ecosistema africano. L’Adansonia digitata può raggiungere i 20-25 metri, con un fusto ampio e allargato ricoperto da una spessa corteccia e diametro fino a 10-14 metri. Dai semi dei frutti si ricava un olio utilizzato nell’alimentazione e nella cosmesi, mentre i suoi grandi tronchi trattengono l’acqua e vengono impiegati come vere e proprie riserve idriche durante le stagioni secche

«Ho incaricato il ministero dell’Ambiente e delle foreste di esaminare lo sradicamento degli alberi di baobab in corso nella contea di Kilifi per assicurarmi che rientri nella Convenzione sulla biodiversità e nel Protocollo di Nagoya», ha scritto il presidente Ruto nel suo post su Twitter«Devono esserci autorizzazioni adeguate – ha aggiunto – e una formula equa di condivisione dei benefici per i keniani. Inoltre, l’operazione deve essere in linea con il programma governativo di piantare 15 miliardi di alberi nei prossimi dieci anni».

di: Caterina MAGGI

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